Playing The History - LA RECENSIONE!

I gruppi ed i personaggi che hanno fatto la storia del Prog

Moderatori: max, Moonhead, Floyd, Moonchild, mantegazziani

Playing The History - LA RECENSIONE!

Messaggioda Moonhead » 27/06/2013, 19:23

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John Hackett: Flute
Marco Lo Muscio: Cathedral Organ, Grand Piano and Mellotron
Carlo Matteucci: Bass and Acoustic Guitar
Steve Hackett: Classical and Electric Guitar
David Jackson: Saxophones and Whistle
Giorgio Gabriel: Electric and Acoustic Guitar

Viste le dimensioni della rece ho ritenuto piu' opportuno creare un 3d ad hoc.
Per quanto riguarda il progetto andate qui: viewtopic.php?f=10&t=2578

PARTE 1:
1) JERUSALEM - ELP
Partenza col botto! Potente come non mai l'organo della chiesa di S.Paolo di Roma si fa sentire sotto i colpi di Lo Muscio.
Il brano degli ELP letteralmente "spacca" controbilanciato dalla delicatezza del flauto di John Hackett e dalla leggiadria della chitarra molto genesisiana di Giorgio Gabriel. Il basso, un Rickenbacker suonato in maniera eccelsa da Matteucci sottolinea le tonalita' potenti dell'organo!

2) CATHERINE OF ARAGON - RICK WAKEMAN
Qui si entra nel territorio di Enrico VIII e l'organo a canne e' forse lo strumento migliore per questo brano splendido del tastierista degli Yes. Lo Muscio la fa da padrone ovviamente elevando il brano a sonorita' maestose con un finale memorabile!

3) OVERNIGHT SNOW - JOHN HACKETT
Dopo un partenza del genere John rivisita un suo brano dall'album Moonspinner del 2011 e lo fa con la consueta sensibilita' che lo contraddistingue. Toni rilassati dove Matteucci accompagna il flauto con una chitarra non troppo invasiva anzi che produce delicati contrappunti. Dietro le quinte un Lo Muscio apparentemente dimesso ma che crea l'atmosfera giusto per questo gioiello in musica.

4) HAIRLESS HEART - GENESIS
Confesso... qui ho il magone... Entra in campo Steve Hackett e si sente; brano tratto dal Lamb e l'intesa tra i fratelli Hackett e' superba: prima parte affidata a Steve e poi risposta di John. L'originale e' un mix di potenza e delicatezza ma qui si raggiungono vette quasi mistiche....

5) AFTER THE ORDEAL - GENESIS
Un brano "quasi" ingiustamente dimenticato tratto da Selling England By The Pound vede ovviamente Steve in prima fila che crea con la sua acustica trame davvero fantastiche con di sottofondo un Lo Muscio capace di creare tessuti sonori degni di Banks!!!! In piu' c'e John col suo flauto leggiadro e un Matteucci che sostiene egregiamente il tutto col suo fido Rickenbacker Bass. Poi quando Steve accende l'elettrica si vola....

6) HORIZONS - GENESIS
Chiudel la "trilogia" dei Genesis forse il pezzo piu' conosciuto di Steve. Non ha bisogno di presentazioni questo memorabile brano composto come riempitivo prima di Supper's Ready in Foxtrot. E qui la sorpresa! Il brano NON e' suonato da Steve nel disco ma dal fratello John e da Lo Muscio al piano (uno spledido Steinway & Sons B211 x i fanatici ;) ). Ecco tutti diranno: ma com'e' possibile che il brano di Steve x antonomasia non lo suona l'autore? Vi dico: scelta ottima senno' suonava troppo "scontata" quindi la scelta di farla suonare da loro e' coraggiosa ed eccellente anche perche' e' una vera rivisitazione acustica che vi deliziera' e non vi fara' rimanere delusi credetemi.

7) FANFARE AND LUTE'S SONG - ANTHONY PHILIPS
Molti non si rendono conto dell'importanza del grande Ant non solo per la storia dei Genesis (fu fondamentale) ma anche per aver creato un vero e proprio mondo parallelo nella scena del prog che di solito e' piena di "personaggi". Lui invece, volontariamente isolato, s'e' ritagliato uno spazio degno di nota e questo bellissimo brano tratto da The Geese and The Ghost del '77 ne e'la prova. Eseguito ottimamente da John accompagnato dal fido Lo Muscio e da Matteucci.

8) HAMMER IN THE SAND - STEVE HACKETT
Lo Muscio non e' solo un eccellente organista ma un pianista davvero di gran classe e lo dimostra in questo brano tratto dall'album Defector di Steve.
In solitaria, riesce a ricreare perfettamente l'atmosfera del brano.

9) THEME ONE - VAN DER GRAAF GENERATOR
Prima su 45 giri poi come bonus track di Pawn Heart, questo brano scritto da Sir George Martin (ricordate i Beatles?) vede la partecipazione del grandissimo immenso e chi piu' ne ha ne metta David Jackson! Jaxon si riappropria di un brano in maniera ovviamente ecclettica. Leggermente rallentata rispetto l'originale mantiene il suo fascino anzi diventa ancor piu' solenne! Tengo a sottolineare l'apporto del basso di Matteucci che da' ritmo e struttura al brano dove il sax impera. Per chi ama i VDGG questa versione sara' un toccasana!

10) I TALK TO THE WIND - KING CRIMSON
Siamo ai fondamentali del prog. Inutile aggiungere altro su questo brano. L'omnipresente Lo Muscio crea un tessuto sonoro degno dei Crimson dove poi si aggiunge John col suo grande fluato ma in lontanaza si sente Giorgio Gabriel che con la sua chitarra da' un atmosfera molto onirica direi... Mattucci non fa rimpiangere Lake ;)
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Re: Playing The History - LA RECENSIONE!

Messaggioda Moonhead » 27/06/2013, 19:49

PARTE 2

11) SHADOW OF HIEROPHANT - STEVE HACKETT
Fortunatamente non raggiungiamo i 17 min della versione originale! Invece abbiamo una versione accorciata con l'apertura di un mellotron che dipinge tutto di prog un brano che per molti e' il capolavoro di Steve solista. Finalmente una voce cioe' quella del soprano Bona Kim che riprende la melodia delle strofe cantate del brano originale. Forse qui avrei preferito sentirle proprio cantate ma e' solo un dettaglio ;) Giorgio Gabriel fa il cosidetto "lavoro sporco" con la sua acustica per poi suonare ottimamente l'elettrica e non fa rimpiangere l'autore originale del pezzo. Finale con il giro classico del pezzo che, fatto con l'organo, assume connotazioni davvero inedite ed interessanti. Ah si.. John accompagna egregiamente col flauto mentre Carlo con suo Rickenbacker non fa rimbiangere per niente il mancato uso del classico bass pedal.

12) HANDS OF THE PRIESTESS - STEVE HACKETT
Come il brano precedente siamo ancora sull'album Voyage Of The Acolyte del '75. Ritorna Steve con la sua chitarra classica e il fratello John con il suo flauto magico creano un pezzo davvero suggestivo. E sotto c'e' Lo Muscio per niente invadente con l'organo.

13) GALADRIEL - MARCO LO MUSCIO
Nel 2010 Lo Muscio usci' con un album dedicato al mondo del Signore Degli Anelli e in questo brano gia' in origine c'era la partecipazione di Steve. Qui abbiamo una nuova versione sempre con Steve ma con l'aggiunta al piano di Marco e si raggiunge un livello ancora piu' superiore.

14) GALADRIEL'S MEMORIES - JOHN HACKETT
Inedito, vede ancora protagonista la regina Elfica. Stavolta e' John ad essere ispirato da Tolkien. Ritorna l'organo a canne e la chitarra di Gabriel. John si produce in una melodia azzeccatissima per la protagonista del brano. Sembra davvero di stare in un bosco tra gli elfi. Lasciatevi trasportare da questa perla strumentale.

15) BILBO'S DREAM - MARCO LO MUSCIO
Brano per flauto solista vede ovviamente John come protagonista unico di questo viaggio onirico nella contea Tolkeniana. Nelle note a margine un bellissimo commento che John ha scritto decantando le qualita' di Lo Muscio come compositore. Scusate la cattiveria ma il commento non ve lo scrivo. COMPRATEVI il cd e lo leggerete!!! :P

16) VISION FROM MINAS TIRITH - THE WHITE TREE - MARCO LO MUSCIO
Tratto anche questo dall'album "The Book of Bilbo and Gandalf" di Lo Muscio del 2010 (lo stesso con Galadriel) e' , secondo me, il capolavoro massimo di Lo Muscio come compositore ed organista. Ho avuto la fortuna di ascoltare questo brano dal vivo e credetemi... ha messo a dura prova le vetrate della chiesa!!!!

Ed era da solo!!! Qui invece e' in compagnia di John che col flauto esegue melodie intrise di Tolkien fino al midollo. MAtteucci sottolinea alla perfezione il tutto col suo basso ma il protagonista e' Marco che crea una cavalcata lunga 12 minuti, per niente noiosa e coinvolgente. Alla fine rimarrete senza fiato.

17) THE GREAT GIG IN THE SKY - PINK FLOYD
Sono Floydiano (ma dai?!?!?!?) e per me Dark Side e' un testo sacro. Questo brano mi ha sorpreso. L'intro con l'organo non me l'aspettavo ma l'essenza del pezzo e' rispettata e viene aggiunto un pizzico di atmosfera in piu' dal flauto di John. E poi.... David Jackson!!!! Il quale coi suoi sax si fa carico della parte che fu di Clare Torry. I puristi forse non apprezzeranno ma l'omaggio al genio di Richard Wright e' riuscitissimo! Quando ho letto nel libretto che Jackson era alla voce mi sono spaventato! Non temete... e' solo una breve incursione.

VOTO FINALE? Vabbe' che ve lo dico a fare... 9 pieno!!!!!!!!!!
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Re: Playing The History - LA RECENSIONE!

Messaggioda max » 28/06/2013, 9:06

non vedo l'ora di ascoltarlo... :)
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Re: Playing The History - LA RECENSIONE!

Messaggioda aorlansky60 » 01/07/2013, 7:03

@Moon :

leggendoti, non nascondo che mi hai fatto venire "l'acqualina in bocca"! :eheh: Non vedo l'ora che arrivi anche a me il supporto per poterlo ascoltare. In un disco del genere, permeato da una certa atmosfera che di sicuro ci si può immaginare, non poteva mancare un brano quale "AFTER THE ORDEAL", troppo spesso ingiustamente criticato dai più (io l'ho sempre considerato un autentica gemma).
Una nota per HORIZONS : essendo un brano dalla metrica che deve molto (davvero MOLTO) ad un compositore del periodo Barocco che non val nemmeno la pena nominare (è stato quello che ha dato l'illuminazione alla musica futura, e ho detto niente...), si presta particolarmente -imho- ad essere interpretato anche da strumenti a tastiera, quali pianoforte (e/o perchè no, anche da clavicembalo), quindi nessuna sopresa ma anzi piacevole conferma. :)
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